Come farti capire

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Inizio io a cercare di farmi capire, ci provo almeno… Intendo come farti capire nella vita, la quale comprende il “tutto”, senza paradossi, paragoni estremi o senza “intoppi”.

Farsi capire nel proprio lavoro è già un passo importante, riuscire a comunicare è fondamentale, interagire, essere pronti al confronto… queste cose valgono sempre, ma bisogna avere voglia. Spesso i nostri pensieri non si traducono nemmeno in idee e restano lì, dove li abbiamo creati ma abbiamo la presunzione che arrivino agli altri e così poi restiamo indispettiti se non siamo riusciti a trasmettere quello che volevamo fare sapere. E’ un problema di tutti, sia degli uomini che delle donne. Quando si tratta di sentimenti poi è bene indossare un arsenale per riuscire a non ferirsi troppo.

Spesso pretendiamo dagli altri più di quanto riusciamo a dare noi stessi. Abbiamo sempre bisogno di essere rassicurati, gratificati e quando ciò non avviene ecco che iniziamo a diffidare (si, ma mai di noi stessi, sempre degli altri). Siamo così tanto sommersi da “cose” che quando abbiamo un attimo di pace per riflettere veniamo assillati da mille dubbi e paure. Come la paura di non farcela, ad esempio… questa è davvero terribile o la paura di restare senza soldi, di perdere qualcosa o qualcuno di caro. L’amore poi per molti è ancora un tabù. Ancora si preferiscono gli amici “all’amore” perchè i soli in parte di colmare il senso di vuoto o di solitudine che potrebbe assalirci in caso di una rottura… ma sono balle. In questo caso non basterebbero tutti gli amici a tirarci sù il morale.

Sapete quante persone mandano al diavolo storie meravigliose perchè non sanno dire “ti amo”, o “grazie”…

Pensaci questa sera e se avete fatto qualche “sbaglio”, bhè, siete ancora in tempo…

Se Ami la Vita… la Vita ti Rispetta

Ho cercato un modo veramente sentito per poter parlare del Natale ma soprattutto per potervi fare (e fare anche a mè stesso) gli Auguri più sinceri e sentiti, ed ho trovato in questa espressione ” Se ami la vita, la vita ti rispetta”, il modo migliore per concretizzare idee, obiettivi e soprattutto risultati.

Spesso capita che ci mettiamo in lotta con noi stessi e quindi “contro il mondo”, in realtà basterebbe prenderla con filosofia e ricercare il lato buono in ogni dove ed in ogni quando… In questo modo l’uomo forma anche il proprio carattere e la propria esperienza alla vita e alla professione. Abbiamo tutti delle caratteristiche sulle quali puntare, ma andrebbe ribadito anche un altro fattore che è quello della “pigrizia”, oppure del “sto bene così” e non mi interessa ottenere di più, cambiare per poi “forse” stare peggio.

Mi sono spesso chiesto se il fatto di non accontentarmi mi porta a mancare di rispetto alla vita, in realtà credo si tratti di ambizione e quindi il discorso cambia. Sono curioso della vita e ho “fame” di vita intesa come condivisione, nuove esperienze, probabilità, e sicuramente anche nuove ricchezze. Però ho imparato a rispettare la vita fin da piccolo, perchè non ho mai giudicato le persone, ho sempre evitato le liti, le controversie, ed ho sempre vissuto lasciando vivere gli altri e lasciando la massima libertà. Purtroppo ho capito che in alcuni casi, l’uomo libero fa danni, e che non siamo portati tutti per poter fare le stesse cose e questo è sicuramente un bene. Altrimenti saremmo decisamente in troppi (battuta filosofica).

In conclusione: vivete come vi pare, ma vivete, e cercate di fare adesso quello che vi piace davvero e che vi fa stare bene. Sceglietevi le vostre mogli e mariti, sceglietevi i vostri amici, circondatevi solo di belle persone, persone positive ed amate e rispettate la vita che vi rispetta e vi ama per quello che date ogni giorno, per i vostri sentimenti, per le vostre lacrime ma soprattutto per la vostra devozione, perchè, cari amici, “domani”, è difficile dire con certezza dove saremo…in quale vita, se non in questa!

 

 

Voglio Essere Libero di Essere (quello che sono)

A volte mi vedo protagonista come in uno di quei film quando salendo in macchina gli attori si snodano la cravatta, lanciano la giacca sul sedile posteriore, gettano a terra la ventiquattrore (che oggi si usa sempre meno, ma con l’iPad non potrebbero farlo, non tutti almeno) e partono veloci con la loro auto verso strade deserte alla ricerca di qualcosa che forse non gli appartiene o forse sì, ma il “gusto” sta proprio nello scoprirlo o nello volerlo scoprire…sto parlando della LIBERTA’.

Amici, io non nasco scrittore, eppure mi prendo la pseudo licenza poetica di provare a descrivere le mie emozioni che spero appartengano a molti, e mi ritrovo come un bambino a sognare la LIBERTA’ in un orizzonte che mi aspetta, come fosse una immensa tavola su cui scrivere desideri ed ambizioni. Correre all’aria aperta sapendo finalmente di appartenere a qualcosa, a qualcuno ovvero a mè stesso e a chi mi ama e non mi giudica ma sostiene una follia che è una voglia continua di poter espandere conoscenze. La passione mi arde dentro e come dicevano i latini “ studio te diligo”, una sete di sapere che deve essere colmata non solo con le parole, ma con le immagini e soprattutto con le emozioni, come in questo video che fa battere forte il cuore, ed il pensiero và…

Mi sono sempre vantato di essere “un uomo libero”, mai legami approssimativi e solo “legami” di scelta, poi un giorno, come accade sempre in questi casi, la vita ti viene scombussolata radicalmente e capisci che oltre a te stesso c’è forse qualcosa o qualcuno che in quel preciso momento vale più di te. E’ difficile da ammettere e da accettare quando hai sempre pensato come mè. Eppure adesso mi sento più libero di prima perchè condivido un pensiero che non è illogico ma prende forma in altri occhi, in altri mani, in altri pensieri… Ed io oggi sono qui, non solo a dire questo, ma emozionato da uomo dinnanzi a questo video e guardo questi uomini, queste persone, che vivono sulla propria pelle il sapore della libertà e sanno di appartenervi!

 

 

Adesso parlo io! (Michel Gallizioli)

E’ arrivato anche il mio giorno… è un eufemismo, scusate, in effetti vorrei essere ovunque o più precisamente qui dove sono perchè in questo arduo cammino, dove imperversa il gelo del mercato, c’è ancora una piccola luce che arriva dritta al cuore e si tratta della forza e del coraggio di fare un lavoro per cui si nasce.

In questi giorni sto vedendo intorno a mè persone dagli atteggiamenti rinunciatari, oppure persone che per darsi un tono si vendono ad altre della medesima bassezza e non lo dico con presunzione ma con cognizione, ovvero: ma dove vogliamo arrivare? Sono su internet da abbastanza tempo per poter essere giudicato e criticato, comunque il mio lavoro penso di saperlo fare, eppure non basta per scontrarsi con persone che, come arieti, pensano di sfondare un portone e poi si accorgono di essere entrati dalla porta semi-aperta del privilegio. Ragazzi fortunati che invece di investire in buoni propositi buttano via i soldi dei genitori in progetti che non decolleranno mai e pagano per vedere il proprio nome indicizzato, quando non sanno nemmeno la differenza tra un congiuntivo ed un condizionale…

C’è davvero abbastanza posto per tutti? Io credo solo per i migliori e che alla fine il tempo ti ripaga. Puoi avere tanti soldi oppure tanto talento, oppure tutte e due ma tanti soldi e tanto talento, chissà perchè, non vanno mai tanto d’accordo, i talentuosi non lo sono per denaro, i danarosi tendono ad aggiudicarsi ancora più denaro, io… io lavoro da una vita ad un sogno speciale, però non ci posso arrivare da solo e siccome da uomo un po’ egoista faccio fatica a parlare delle mie emozioni, spero che averlo condiviso adesso, o provandoci almeno, il mio sogno diventi realtà, sò che di questo beneficerei un po’ di persone e questo mi rende più sereno perchè significa, meno egoista.

Cavolo, non pensavo di riuscirsi: il mio primo vero Grande discorso!

 

GRAZIE.

Michel Gallizioli

30 Camion pieni di monetine da 5 centesimi, il risarcimento di Samsung ad Apple

Scusate cari amici ma quando ho appreso questa notizia mi è scappato letteralmente da ridere ed ho anche pensato che “quelli di Apple” sono stati ancora fortunati perchè pensate se i camion avessero contenuto monetine da 1 centesimo…

Da questa vicenda poi impariamo anche un’altra cosa importante ovvero che spesso siamo troppo presi dal valore del denaro o dalla vittoria che ci porta ad incassare denaro che non siamo bene attenti e quelle che possono sembrare “sviste” diventano dei veri grattacapi, infondo (ecco la svista)  non è stato scritto da nessuna parte un metodo di pagamento specifico. Ed è così che Samsung ha risarcito Apple con 30 camion pieni di monete da 5 centesimi, per un totale di oltre un miliardo di dollari.

Inizialmente i camion sono stati respinti, dicendo che c’era un errore, ma poco più tardi il CEO Tim Cook ha ricevuto una chiamata da parte del CEO di Samsung in cui gli veniva spiegato che quello era il metodo di pagamento dell’ammenda inflittagli dai giudici.

Lee Kun-hee, presidente di Samsung Electronics, ha parlato ai media dicendo che la sua azienda non si lascerà intimidire da “un gruppo di geek con stile” e che se vogliono giocare sporco, sanno anche loro come farlo, ha inoltre dichiarato:

E’ possibile utilizzare le monete per comprare un rinfresco alle macchinette o fonderle per fare dei computer, ma questo non è un problema mio, ho già pagato loro ed adempiuto alla legge.

Spero di finire la consegna di 20 miliardi di monete entro questa settimana.

 

Dal mio punto di vista è sempre un ottimo modo per farsi pubblicità e far parlare di sè, altro che piani marketing e strategie di mercato, questa volta Samsung ha davvero messo a segno un bel colpo, diciamo un colpo da oltre un miliardo, anche se in perdita! Eppure tanto o abbastanza ne sta già recuperando in pubblicità! Essere Grandi ha sicuramente un valore inestimabile, no? Si dice che Samsung sia diventata famosa copiando, ma anche se così fosse questa volta è stata davvero geniale!

 

Ci vuole tempo, pazienza e perseveranza

Nella vita difficilmente si realizzano i sogni al primo colpo.

Ci vuole tempo, pazienza e perseveranza.

Questa è la vera determinazione.

Eppure di questi tempi non sembriamo essere troppo pazienti, perchè i giorni volano e non abbiamo abbastanza spazi da riempire con idee ed innovazioni perchè basta guardare in internet per vedere che qualsiasi cosa noi pensiamo sembra già essere stata fatta.

Spesso mi chiedo se esiste abbastanza spazio e tempo per tutti, o meglio “per tutti coloro che ci vogliono provare” o se spesso “provarci” è solo un diritto di coloro che hanno a disposizione risorse da investire. Allora cos’è davvero cambiato in tutti questi anni?

Cambiamo noi che da piccoli diventiamo uomini, alcuni di noi continuano nell’intento di realizzare i propri sogni, altri purtroppo mollano, per questa ragione sono stato colpito da questo video, (ovviamente non vorrei avere una moglie così) ma in quanto a carattere, ecco, non esiste in questa coppia “il debole”, esiste invece la “possibilità”. Ora, non è sempre facile capire la possibilità o meglio “l’opportunità” e spesso è necessario insistere, non è sempre detto che il destino ci faccia sempre questo dono ma ricercare le nostre potenzialità nelle nostre motivazioni è sicuramente un valido aiuto.

“Sono quello che ho sempre voluto essere”, non senza difficoltà ovviamente, anzi, mi piace pensare di essere sempre in viaggio, e desidero vivamente che questo percorso non abbia mai fine, ma se avessi pensato ed agito solo ed esclusivamente basandomi sulle ragioni del “dio denaro”, probabilmente ora non avrei nulla da scrivere ma forse qualche rimpianto, qualche dubbio e molta rabbia da “sbollire in palestra”, sempre se avessi avuto i soldi ed il tempo per iscrivermi!

Oltre ogni nostro limite

Motivazionale – oltre ogni nostro limite: quando pensi di non farcela, è quello il momento di dare di più!

I limiti sono nella nostra testa, sono dettati dalle nostre paure, spesso sono solo scuse. Il limite si identifica con il dubbio, con quello che pensano “gli altri” e proprio dagli “altri”, in questo caso dobbiamo diffidare. Chi ci ama ci dirà sempre di andare avanti, provare, tentare, e se anche qualcosa dovesse andare in maniera diversa, sicuramente chi ci ama, ci sosterrà sempre e ci prenderà come esempio.

Il solo limite è dato dalla nostra forza fisica, ma anche a questo è possibile trovare una soluzione, un altro limite la malattia, ma anche essa si puo’ sconfiggere. Forse, se proprio devo essere sincero, il vero limite è dato dalla forza della natura ma un uomo ben addestrato puo’ sopra ad ogni cosa.

Se vuoi veramente qualcosa, non c’è miglior arma della determinazione, ovviamente spesso è una questione di carattere, non credo si nasca “arrendevoli”, penso sia piu’ una questione di “circostanze”, ovvero dalle possibilità offerte dal luogo in cui nasci, dai tuoi genitori, dall’educazione, dalla scuola, dalle tue idee che giorno per giorno si fanno sempre piu’ chiare e ti identificano con la tua stessa vita. Puoi essere quello che vuoi, basta che tu ci creda, perchè la forza è dentro ad ognuno di noi ma dobbiamo crederci veramente ed intensamente altrimenti non sarà mai abbastanza la nostra forza e la nostra determinazione.

Ogni “grande” della storia ha costruito su di sè una piccola storia da cui è partito. Non è sempre e solo una questione di fortuna o di destino, se è vero che in parte il nostro percorso lo abbiamo scritto, è altrettanto vero che noi siamo gli unici in grado di “rimescolare le carte” e creare qualcosa di veramente unico per noi stessi. Ci vuole spesso molto coraggio ma se senti di volere qualcosa a prescindere da tutto e da tutti, allora prova, si, almeno prova!

Vediamo quello che ci aspettiamo di vedere

Vediamo quello che ci aspettiamo di vedere, non necessariamente che cosa c’è in realtà.

E allora ci chiediamo quante altre cose ci siano proprio di fronte a noi che non riusciamo a sentire e vedere solo perché non siamo abituati.

Vediamo i nostri sogni e percepiamo le sensazioni, spesso ci accorgiamo del vuoto e della solitudine che ci gira in torno, eppure non siamo soli. Abbiamo spesso bisogno di comunicare e condividere quello che per timore e pudore rinchiudiamo dentro di noi. La vita è meravigliosa e dobbiamo viverla ” a tutto volume”.Vi è mai capitato di alzare il volume della radio, e ascoltando le parole di una canzone vedere aprirsi orizzonti, idee ma soprattutto sentire dentro di noi una forza che ci spinge a perseverare nelle nostre ambizioni. Ricordate che le immagini sono il preludio, “il corridoio” verso la porta della libertà.

Rendiamoci liberi quindi, azzeriamo le barriere, i falsi miti ed i falsi preconcetti e corriamo incontro ai nostri sogni, essi sono pronti a realizzarsi perchè la forza è in noi, la forza siamo noi! E tutto quello che la nostra mente crea noi lo possiamo vivere!

Ricordate, “ora”, “adesso” la “soluzione” è in voi, anche se onestamente mi sono chiesto piu’ volte se perseverare in una direzione escludendo altre possibilità sia veramente il miglior modo per poter avere e vedere quello che ci si aspetta di vedere. E’ vero anche che nella vita abbiamo diverse visioni da argomentare verso le varie aspettative e che la cocciutaggine non è quasi mai rivolta solo e semplicemente agli stolti.

Diciamo che forse per la maggior parte di noi viene comodo vedere quello che vogliamo vedere, escludendo quanto risulta essere più sconveniente. A me invece piace avere un quadro netto della realtà, da qui invece che vedere, “intravedere” piuttosto nuove strade, nuovi propositi e nuove soluzioni, no?

Il marketing spiegato col sesso

Credetemi amici, ho voluto mostrarvi questo video perchè lo trovo “anti-marketing” in quanto non rispetta il linguaggio comune ma bensì mostra “la nostra voce di dentro”, ecco quindi la differenza fra cio’ che esprimiamo e quanto non ci è concesso esprimere.

Ecco che mi chiedo “perchè?”. Esattamente, perchè non posso dire quello che davvero voglio che poi esprime la verità dei pensieri comuni e devo invece attenermi a quelle che sono le “regole”, si ma di cosa?

Anche il marketing ha le sue regole, che oggi vengono sempre di piu’ stravolte per poter fare qualcosa di diverso. Ma si puo’ realizzare qualcosa di diverso nel marketing che non sia marketing. Io credo di sì a patto che non si voglia strafare con discorsi astrusi che vogliono a tutti i costi arrivare ad un obiettivo che non esiste.

Lo sapete qual’è l’obiettivo del marketing? Comunicare in maniera semplice quanto l’uomo rende di per sè complicato. Alla fine tutti vogliamo vendere qualcosa o nella fattispecie, “qualcuno”, proprio come qualcuno vende il sesso, o vende sè stesso o il proprio prodotto. Tutti quanti vogliamo quotare ed essere quotati, tutti quanti amiamo il denaro, il successo e la formula vincente, da che mondo e mondo, resta quella di saper vendere… o sapersi vendere.

Non sempre vendiamo la “novità” ma siamo portati a “confezionarla” perchè diventi tale. Ecco allora l’esempio del sesso. Il sesso non è una novità, ma per renderlo sempre appetibile e coinvolgente abbiamo bisogno di idee, mezzi, iniziative per renderlo “diverso”, alternativo. Ovviamente per tutti non è così, ma per le coppie di successo, la scoperta è sempre la meglio intuizione.

Ecco, il marketing è l’intuizione giusta che parte dal genio di chi sa creare ogni giorno con stupore qualcosa che già esiste, anzi esiste da sempre eppure… ogni giorno è qualcosa di nuovo. In alternativa esistono prodotti nuovi del marketing che rivoluzionano il nostro modo di essere e di pensare ma che puntano su una percezione facile a tutti perchè pensare di fare marketing di “nicchia”, ancora oggi è come pensare di essere unici ed irraggiungibili, possibile certo ma forse ancora troppo un pensiero esclusivo.

Il mio pensiero è di partire sempre da quello che abbiamo e cucirgli addosso un nuovo vestito sempre piu’ perfetto, ecco, questa è una formula vincente. Amiamo una donna e facciamo all’amore con lei ogni giorno della nostra vita. Ovviamente gli anni passano ma la sua bellezza risalterà ogni giorno perchè saremo complici e partecipi dell’esperienza di un linguaggio unico: ecco, la formula del marketing! Essere unici pur avendo elementi comuni!

Le 7 lezioni di vita di Steve Jobs

Tempo fà sono stato profondamente colpito da questo articolo riportato dalla Harvard Business Review, una rivista della celebre università americana,  del quale l’autore Umair Hacque riassumeva 7 lezioni di vita impartita dal mitico Steve Jobs, ex CEO di Apple.

Ecco la traduzione (libera) dell’articolo:

Con la presente, senza ulteriori indugi, un elogio minore per Steve Jobs, il CEO. Quando si guarda l’economia globale di oggi, ecco quello che potrebbe colpire: Apple è un’organizzazione quasi unica a differenza delle orde ammassate e aspiranti contendenti al trono che la circondano. E’ una società apparentemente sintonizzata per colpire l’apice rivoluzionario, non a rincorrere il minimo comune denominatore. Come ha fatto Steve, dopo un leggendario decennio nel deserto, esiliato dall’isola di propria creazione, a guardarla divenire  grigia, noiosa, insipida, colonizzata, e forse anche lobotomizzata, ricostruirla in questo modo?

Ho riletto le tante citazioni di Jobs e ho trovato 7 lezioni per le persone e le aziende cercano di avere successo come capitalisti del 21 ° secolo.

  1. Ciò che importa. “Vuoi davvero passare il resto della tua vita vendendo acqua zuccherata – o vuoi cambiare il mondo?”  Questo è quello che Steve ha chiesto a John Sculley. Traduzione: vuoi veramente trascorrere le tue giornate slave su un lavoro che non riesce ad ispirare, su cose che non riescono a contare, per motivi che non riescono a toccare l’anima di qualcuno?
  2. Padroneggia. “Il design è una parola buffa. Alcune persone pensano che design significa come una cosa appare. Ma naturalmente, se si scava più in profondità, in realtà è più come una cosa funziona.”  Qualunque sia il tuo campo, non puoi non apprezzare l’impatto di Apple nel dominio del design. Apple ha costruito una “maestria” del design così profonda che ha rimodellato l’intero campo. Diresti che Gap he rimodellato il tessile? Diresti McDonald ha rimodellato la ristorazione? Nope e nope. (Impara a padroneggiare ciò che ami, “ciò che importa” per te, ndr)
  3. Fai grandi cose, follemente. “Quando sei un falegname e stai costruendo una stupenda cassettiera, non hai intenzione di usare un pezzo di compensato sul retro, anche se verrà messa contro un muro e nessuno potrà mai vederlo.”  Siamo immersi in un mare di noia, monotonia, e prevedibilità. Se il tuo obiettivo è quello di alzare testa e spalle sopra questa tortuosa massa di mediocrità, allora non basta più aggiungere altre 99 funzioni di ogni mese e chiamarla “innovazione”. Basta fare un buon lavoro.
  4. Abbi gusto “L’unico problema con Microsoft è solo che loro non hanno gusto. Essi non hanno assolutamente alcun gusto”.  Un grande lavoro non richiede solo legioni di burocrati, o eserciti di possenti muscoli – richiede la capacità di formulare giudizi culturali: in una parola, gusto. Non voglio essere scortese (anche se voglio essere impertinente), ma se l’opposto del gusto è la dozzinalità, allora direi: ci stiamo proprio avvicinando al punto più dozzinale della storia che l’uomo conosca. In un mondo dove il servizio clienti riesce a malapena a pronunciare il proprio nome (e tu il loro), un mondo in cui i grandi magazzini si prendono a malapena la briga di riordinare gli scaffali stracolmi, un mondo dove le cose si fanno sempre più economiche,  ma sembrano come se fossero state ideate da un “dream-team” composto da Frankenstein, Simon Cowell, e il Wolfpack – un po’ di gusto è probabilmente un’arma super competitiva
  5. Costruisci un tempio. “Il tuo lavoro riempirà una buona parte della tua vita, e l’unico modo per essere veramente soddisfatti è fare quello che, secondo te, è un gran lavoro. E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fai.”  Se hai il coraggio di fare un buon lavoro, allora probabilmente esso merita una casa degna del suo titolo – non un canile. Mettere un grande lavoro in un grande magazzino è un po’ come il mitico Ferran Adria, senza dubbio lo chef più creativo del mondo, che decidesse di servire il suo rivoluzionario tour de force di gastronomia molecolare da KFC: potrebbe ottenere il lavoro fatto, ma le persone lo divorerebbero, piuttosto che assaporarlo, scoprirlo in ciò che esso veramente è, e valorizzarlo. Le sfumature, la complessità, l’attenzione ai dettagli, l’inspirazione e l’arte insite nei grandi lavori hanno bisogno di templi: luoghi e spazi in cui possono essere esplorati, indagati, scoperti – dove le persone possono essere felici, sorprese e stupite. Pensatelo come un racconto di complementarietà economica, che funziona in entrambi i modi: se volete sapere perché il negozio Sony Style non funziona, il motivo è semplice: non fanno grandi lavori: è un tempio vuoto. L’Apple Store, uno dei negozi al dettaglio di maggior successo nella moderna economia, testimonia, invece, il potere non solo del grande lavoro, o del design all’avanguardia, ma offre alla gente anche dei bellissimi spazi in cui essa ama trascorrere il tempo effettivamente godendo di tutto quello detto sopra. Immaginalo.
  6. Non costruire un casinò. ”La cura per Apple non è la riduzione dei costi. La cura per Apple è quella di innovare la sua via d’uscita dalla sua situazione attuale”.   Questo in linea di principio è semplice – ma molto difficile in pratica. Facciamo un esempio: indovina quanti debiti Apple ha? Zero. Non in termini di “alcuni milioni”, ma in termini di: “. Non un solo centesimo”. In un’epoca in cui è sempre più difficile resistere alle voluttuose tentazioni del capitalismo da casinò scintillanti, Apple ha fatto in pratica ciò che la maggior parte delle aziende lotta e si sforza di raggiungere: ha costruito un’impresa così solidamente gestita finanziariamente che potrebbe anche essere stata una fortezza. Steve non era in essa per vincere il jackpot luccicante e rumoroso, il suo obiettivo era quello di creare cose durature.
  7. Non assecondare, fallo migliore“Non abbiamo costruito il Mac per tutti gli altri. Lo abbiamo costruito per noi stessi.”   E’ la saggezza ricevuta dai clienti che Steve non ha mai ascoltato. Ma quanti altri amministratori delegati conoscete che stavano ad ascoltare così intensamente e che hanno risposto alla media di fanboy (o troll) e-mail? L’obiettivo di Steve, quando prestava un’ attenzione maniacale per tutte le cose Apple non era però quello di “ascoltare”, ma di discernere le più rosee aspettative della gente, e poi saldamente superarle, invece di limitarsi a scoprire il minimo comune denominatore di quello che la gente voleva oggi, e poi compiacerla. Superare i propri clienti significa creare nuovi mercati, non solo nuovi prodotti. E Apple ha creato (o ringiovanito) mercato dopo mercato, applicando la logica di cui sopra.
Queste non sono solo LE lezioni, né probabilmente le migliore lezioni. Sono solo una mia rapida riflessione. Si potrebbe forse concludere: Steve ha accettato la sfida di dimostrare che l’arte dell’impresa non deve per forza culminare in un laghetto stagnante e non illuminato, e ha vinto. In tal modo, potrebbe anche avere costruito qualcosa di simile ad alla società più pericolosamente illuminati del mondo moderno. E tu, puoi?
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